lunedì 10 agosto 2015

Lettera Aperta a Beppe Grillo

Lettera Aperta a Beppe Grillo

"Pensavo fosse amore... Invece era un calesse"


Sdegnata per il contenuto del post che vorrebbe essere inoltre una proposta di legge. pubblicato sul Blog di Beppe Grillo dal consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Torino, Vittorio Bertola ho deciso di scrivere questa lettera aperta a Beppe.
Ho conosciuto Beppe molti anni fa ormai, quando il suo blog era un portale di denunce a favore degli oppressi. Io lavoro da sempre con gli immigrati e Beppe mi ha aiutato più volte a fare giustizia, laddove i politici operavano (come ora) in maniera irresponsabile e poco rispettosa dei diritti delle persone.
Ho conosciuto Beppe insieme a Gianni Minà, Marco Travaglio, Gherardo Colombo, Gino Strada, padre Alex Zanotelli, tanto per rendere l'idea dello spessore umano che si faceva cerchio in torno alla tutela dei senza voce. Beppe era la cassa di risonanza per gridare i diritti degli invisibili e la nostra amicizia era per me una ricchezza immensa!
Insieme e sempre con l'aiuto del suo blog abbiamo difeso il diritto di Oscar di potersi curare, in quanto clandestino in Italia e malato di leucemia. 
Anche Makonen, profugo etiope rischiava il rimpatrio forzato nel suo paese, dove avrebbe trovato sicuramente la morte e fu proprio Beppe Grillo a contattare le autorità per liberarlo nel rispetto del diritto di asilo!
"Nessuno deve rimanere indietro" non era una frase di enfasi, ma una realtà! Perché sappiamo bene che gli ultimi di questo mondo (e tra questi ci sono sicuramente gli stranieri) rischiano di occupare quasi sempre gli ultimi posti nella casta e di rimanere inevitabilmente indietro!
Tornando al post dai contenuti che rivelano una scarsa conoscenza in materia di legge sull'immigrazione ho provato una tristezza immensa perché non si può cambiare la lancetta della bussola per convenienza o per essere graditi a gli elettori. Non si può vendere la propria coscienza in cambio di voti! Non si può pensare di fare una politica nuova indossando vecchi abiti per opportunità. Questo appartiene alla vecchia politica che conosciamo bene ormai e che nulla ha a che fare con l'onestà!
Ho provato a pubblicare il mio commento sul blog con scarsi risultati, allora lo trascrivo qui, in questa lettera aperta ad un amico da ritrovare!


“Domenici,
lei dovrebbe incentivare i salvataggi in Arno. Inizi quindi a mantenere la
parola data. Poi, con un’apposita ordinanza comunale, ufficializzi le
ricompense per gli extracomunitari dediti al salvataggio. Un salvataggio,
un permesso di soggiorno. Due, la cittadinanza. Tre, un lavoro da bagnino.
Pensi a che responsabilità si sta assumendo se nessun clandestino, per
protesta nei suoi confronti, si buttasse più in Arno per motivi umanitari.
A Mourad per ora la carta d’identità onoraria la dà il blog, a nome di
molti italiani”.
Beppe Grillo" 

Erano queste le parole di Beppe nei confronti di un immigrato irregolare
che ha rischiato la vita buttandosi nel fiume Arno per salvare un ragazzo
italiano che aveva tentato il suicidio. Si parla di molti anni fa, quando
l'Italia si sdegnava ancora con le ingiustizie e quando un senso civile ci
spingeva a protestare contro il razzismo e contro le guerre. Era l'epoca del 
Social Forum di Genova e delle molte manifestazioni pacifiche dove spesso 
si sentiva dire che "siamo tutti clandestini".

Cosa è cambiato da allora? Ci sono più guerre insufflate dall'occidente per
rubare ancor più ricchezze in terra altrui e quindi più profughi? Oppure il 
M5S ha dimenticato la sua frase di partenza: "Nessuno deve rimanere indietro" 
per accogliere quella meno nobile e più scontata  che tocca la prima sfera dei bisogni
essenziali dell'uomo (la pancia): " I Clandestini a casa loro" 
dimenticando che abbiamo anche una mente oltre allo stomaco.

Beppe, non mi rivolgo a questo signor Bertola perché ha già lasciato fin 
troppo chiara ed evidente la sua scarsa umanità e competenza politica dato che non 
sa neanche distinguere tra un permesso di soggiorno per "motivo umanitario" 
(destinato alle vittime di tratta, sfruttamento  e riduzione in schiavitù) e quello per la 
"protezione internazionale", sancito dalla nostra Legislazione in base alla ratifica 
 della  Carta Universale dei Diritti dell'Uomo! Non ho più la pazienza di parlare con 
queste persone perché non credo che abbiano una qualche voglia di guardare oltre 
il proprio interesse politico.

Mi rivolgo a te, per quello che eri e per quel che piano
piano si sta delineando in questa realtà politica sempre più misera e di cui sei il 
fondatore e il primo portavoce! 

Ti ricordi ancora delle battaglie fatte insieme a favore dei cosiddetti
clandestini, Beppe? Allora erano persone ancor prima che appunto 
clandestini e davvero nessuno doveva restare indietro! 

Nessuno doveva essere escluso! 

Nessuno era da buttare! 

Spero che tu possa riflettere sui rischi di questo pensiero che si traveste di giustizia ma 
che giusto non è in quanto scarso di umanità e di verità, altrimenti non mi resta che 
fare proprie le parole di Troisi nel titolo del film:

 "Pensavo fosse amore... Invece era un calesse".

 Anzi,  un  CARROCCIO!


                                                                                                                       Kátia Lôbo Fitermann